Comunicato stampa del 9.11.09
Carlopoli. Lo scorso 8 novembre si è tenuta la celebrazione ai monumenti dei Caduti a Carlopoli e a Castagna. Sono intevenuti i parroci Don Raffaele e don Massimo per il rito della benedizione, i carabinieri della Stazione di Carlopoli, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Carlopoli e i ragazzi dell’associazione bandistica “Santa Maria di Corazzo”. Il vicesindaco Clementina Chiellino nel suo discorso ha ribadito l’inutilità di ogni forma di guerra. In una nota si legge che tutti noi, oggi, siamo sempre più convinti che le guerre, tutte le guerre, sono da condannare ed evitare perché sono fonte di odi, povertà, devastazioni morali e materiali inaudite; la pace va costruita, difesa e mantenuta quotidianamente al di là dei trattati, soprattutto con il nostro comportamento che deve essere improntato ad iniziative di solidarietà, sincera collaborazione e al dialogo reciproco. Molto significativo anche il riferimento a coloro che fecero la guerra e che con il loro sacrificio hanno permesso di costruire l’unità nazionale. Si legge: questa vittoria fu costruita da persone semplici provenienti da tutte le regioni d’Italia che lottarono con fatica e in silenzio, con sacrificio e sofferenza; uomini che furono espressione di una gioventù generosa invitata a vovere e morire in condizioni talmente irreali che gli uomini del nostro tempo si rifiutano di credere possibili.
Carlopoli. Lo scorso 8 novembre si è tenuta la celebrazione ai monumenti dei Caduti a Carlopoli e a Castagna. Sono intevenuti i parroci Don Raffaele e don Massimo per il rito della benedizione, i carabinieri della Stazione di Carlopoli, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Carlopoli e i ragazzi dell’associazione bandistica “Santa Maria di Corazzo”. Il vicesindaco Clementina Chiellino nel suo discorso ha ribadito l’inutilità di ogni forma di guerra. In una nota si legge che tutti noi, oggi, siamo sempre più convinti che le guerre, tutte le guerre, sono da condannare ed evitare perché sono fonte di odi, povertà, devastazioni morali e materiali inaudite; la pace va costruita, difesa e mantenuta quotidianamente al di là dei trattati, soprattutto con il nostro comportamento che deve essere improntato ad iniziative di solidarietà, sincera collaborazione e al dialogo reciproco. Molto significativo anche il riferimento a coloro che fecero la guerra e che con il loro sacrificio hanno permesso di costruire l’unità nazionale. Si legge: questa vittoria fu costruita da persone semplici provenienti da tutte le regioni d’Italia che lottarono con fatica e in silenzio, con sacrificio e sofferenza; uomini che furono espressione di una gioventù generosa invitata a vovere e morire in condizioni talmente irreali che gli uomini del nostro tempo si rifiutano di credere possibili.